BTO – Buy Tourism Online, secondo me

La prima volta che ho partecipato a BTO – Buy Tourism Online avevo ancora il mio amato Blackberry, un modello abbastanza nuovo che, a mio parere, aveva tutto e funzionava alla grande. Ora che ci ripenso, è stato l’ultimo cellulare che ho usato ad avere i tasti e non il touchscreen.

La prima esperienza ascoltando di turismo e web non la dimenticherò mai. Ero riuscita ad accreditarmi come blogger, mi sentivo in dovere di postare, pubblicare, scrivere per giustificare la mia presenza lì. Lì, in quel caso, era la Stazione Leopolda di Firenze, molto più raccolta ed evocativa della Fortezza da Basso.

In quell’occasione ho aperto uno dei miei primi blog su WordPress che, come immaginavo, è stato presto abbandonato per approdare su altri lidi, altre tematiche.

marta mancini

Da allora, ho sempre vissuto BTO “dall’altra parte”, non più come ospite, ascoltatore, curioso, bensì come “staff”, addetta ai lavori, mi azzarderei a dire anche “specialist”. Dall’anno successivo, godevo dei ticket per mangiare al buffet, avevo la connessione wi-fi con l’accesso privilegiato e un Mac sotto il braccio.

Ho sempre avuto un’attrazione sincera per i convegni e gli incontri di BTO. Ho sempre imparato moltissimo dagli ospiti e dalle testimonianze sul palco. E anche quest’anno non posso dire certo di essere rimasta delusa.

PhoCusWright®, ad esempio, conosciuto per essere uno degli enti di ricerca sul turismo più autorevoli al mondo, ha svelato che già dal 2016, in Italia le prenotazioni da mobile costituiranno circa 885 milioni di euro, il che equivale al 10% di tutto l’online travel.

Concentrandoci su questo argomento, notiamo anche che la messaggistica diretta è la nuova frontiera: sono un miliardo le persone che usano quotidianamente WhatsApp e non deve soprenderci se queste invieranno messaggi anche per prenotare servizi.

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Si è parlato poi delle nuove frontiere di Facebook, le innovazioni di Google con il progetto Home, i nuovi sviluppi molto “local” di Airbnb e Booking.com. E poi di Millennials, che scelgono per lo più l’Europa come meta di viaggio (55%), hanno un budget giornaliero compreso in media tra 21 e 50 euro e sono sempre connessi, per il 76% da mobile. [Tra parentesi, ovviamente io ne spendo ancora meno, o ci provo insomma.]

Tutto questo parlare di startup, app per smartphone, spinoff e sharing economy è bello. Può sembrare un’accozzaglia [ndr] di paroloni inglesi ma, studiati bene, possono davvero fare la differenza per i viaggiatori. E alla fine è questo che conta. Fornire alle persone strumenti validi per migliorare l’esperienza, la vita.

Lunatica, creativa, nativa digitale. Tra un caffè e l’altro mi occupo di web e turismo, sempre con una bella colonna sonora di sottofondo.

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