Instagram, addio vita da stalker

Ogni tanto devo fermarmi, mettermi a sedere sul divano e fare pulizia tra le foto della galleria sul cellulare. Scorro e seleziono immagini tra i file inviati e ricevuti, tra quelli di Tumblr e Twitter. Ma la cartella più temuta, più rischiosa della bomba atomica, è senz’altro quella degli screenshot.

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Gli screenshot, l’arma più tagliene degli anni 2000, sono la prova indiscutibile che abbiamo risposto o non risposto a qualcuno, che abbiamo inviato una faccina al posto di un’altra. Che abbiamo ragione e di conseguenza gli altri sono parolai.
È una testimonianza scritta o illustrata talmente definitiva che, come ci insegna la geniale Ester Viola, può essere utilizzata contro un imputato in tribunale.

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Sfoglio le foto nella la cartella incriminata. Mi accorgo che principalmente riguardano tre monenti cruciali della vita iperconnessa. Molte sono conversazioni su Whatsapp; un terzo riguardano stutus sentimentali e nuove registrazioni su Facebook. Un’ultima ma altrettanto copiosa fetta sono invece instantanee rubate su Instagram. Devo amettere, questi ultimi screenshot sono anche i più divertenti. Sono uno spunto evergreen di pettegolezzi che vengono esaminati in ogni dettaglio. Like, commenti, tag e filtri di bellezza. Potrebbe essere anche il book fotografico della strafighissima Kim Kardashian, ma noi comuni mortali cercheremmo comunque di coglierne i difetti per sentirci meno cozze.

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Adesso tutto questo è messo in discussione e in serio rischio da una implementazione del social stesso. Instagram, infatti, sulla scia di Snapchat, ha deciso di cambiare rotta e di mettere il bastone tra le ruote agli “stalker” 2.0. Il social infatti avviserà gli utenti che un loro contenuto è stato “copiato”, ovvero “screenshottato”. Si tratta, ovviamente, di una manovra per proteggere la privacy degli account anche se, per noi comuni mortali, ciò significa anche “ATTENZIONE. PERICOLO DI ESSERE SGAMATO A CURIOSARE”. Per il momento è in corso un test solo su alcuni dispositivi, ma non ci deve stupire se venisse allargato a tutti i naviganti.

Perciò, cari e care 007 affamati di gossip io vi avvertito. Addio vita da stalker.

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Detto ciò, vorrei aggiungere ancore due cose.
La prima. Esprimo la mia vicinanza alla sopracitata Kardashian. La violenza subita a Parigi e il marito che sbrocca non sono proprio situazioni semplici. Volevo dirle che è forte e che sono con lei.
La seconda. Un consiglio. Per voi e per me. Fatevi (facciamoci) una vita vostra (nostra). La storia insegna che il voyeurismo non abbia mai giovato un granché.

 

Lunatica, creativa, nativa digitale. Tra un caffè e l’altro mi occupo di web e turismo, sempre con una bella colonna sonora di sottofondo.

4 Risposte a “Instagram, addio vita da stalker”

  1. Rivablues aka Fabio Partegiani dice: Rispondi

    Trovo sia sempre più difficile riuscire ad avere una conversazione che non implichi almeno un riferimento a qualcosa visto online su qualche social… Purtroppo vita virtuale a reale si fondono sempre di più proprio perché ci piace farci gli affari degli altri. Come disintossicarsi?

    1. Ciao Fabio, hai ragione! Come dice Nathan Jurgenson: “La realtà è una sola; Internet è una rete di corpi veri, di carne , di sangue”. Detto questo, sta noi decidere quando alzare la testa dallo schermo. Rimanere aggiornati sul mondo e sugli altri è bello (e giusto), ma ho imparato a mie spese che guardare fuori dal finestrino è irripetibile.

      1. Rivablues aka Fabio Partegiani dice: Rispondi

        Ciao Marta la realtà è Tutto! (Frase che solo qualche anno fa nessuno avrebbe mai pensato di dover scrivere).
        Il fatto è che i social danno sensazioni che ci confortano ed eccitano il nostro edonismo, come una droga.

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