Un sabato sera a Firenze

Di guide su cosa fare e cosa vedere a Firenze ne abbiamo le librerie piene. Dal Touring Club alla Lonely Planet: non si può certo dire di essere impreparati. Va anche detto che, dopo la passeggiata su Ponte Vecchio e il selfie con il maialino, non è che gli intrattenimenti abbondino.

Certo, il viaggio è anche gusto e sapori, soprattutto se si parla di Firenze, la city del lampredotto e della bistecca al sangue. Perciò sì, se vi trovate un sabato sera a Firenze avete la mia benedizione: sceglietevi un ristorante che abbia un bel menù (e vino della casa).

La soluzione che vi consiglio è Alla Vecchia Bettola (tengo a precisare che non è un articolo a pagamento e, se ve lo suggerisco, è solo perchè mi sono innamorata del suo coniglio fritto con carciofi). Si trova appena davanti Piazza Tasso, a due passi dalla zona di Santo Spirito (c’è chi dice sia l’unica Firenze autentica rimasta).

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Le proposte cambiano ogni giorno ma ci sono dei piatti intramontabili come l’antipasto con crostini neri e cacio con le pere. Se preferite la “ciccia” siete nel posto giusto: la bistecca (che viene direttamente dal Mercato Centrale) viene servita su un tagliere enorme e viene annunciata come “sua maestà il petto di pollo al limone”. Devo dire che, anche a simpatia, i camerieri sono il top del top.

Dopo fiaschi di Chianti, amari alla erbe spontanee e cantuccini con vinsanto, le guance esplodono di calore e anche il cuore si fa più leggero. Lasciamo il tavolo ad altre persone (si mangia fino a mezzanotte con ricambi continui) e ci dirigiamo verso uno dei locali più in voga al momento (di cui non avevo mai sentito parlare, a conferma della mia atipicità).

Si chiama Rasputin ed è un bar/pub/club segretissimo (tzè) con una manciata di posti a sedere. Per andarci devi contattarli su Facebook giorni e giorni in anticipo, promettere di non arrivare tardi e sperare comunque che non abbiano già dato via il tavolo. Se le stelle sono allineate con Saturno, nella strada c’è un gatto nero senza coda e nell’aria c’è odore di rosmarino, FORSE (e sottolineo FORSE) ti fanno entrare senza storie.

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Altrimenti, rimani su una vecchia panchina ad aspettare che da una porta nascosta qualcuno ti faccia strada. L’attesa avviene in una specie di chiesa arrangiata sul pianerottolo. Chiesa perchè ci sono Cristi, Madonne, Papi e croci ovunque. Solo la redenzione  potrà permetterci di entrare. OVVIO.

I cocktail sulla carta non sono molti, ma sono curiosissimi visto che sono le antiche ricette dell’Ottocento. Aceto balsamico, albume d’uovo, chiodi di garofano ed essenza di fiori sono alcuni ingredienti che si sposano con gin e whisky di qualità. Parliamo di 12 o 15 euro a bicchiere. Una sorta di vendita delle indulgenze, appunto.

Detto ciò, la serata è molto particolare e artistica, se vogliamo. Siamo pronti ad uscire per una passeggiata bohémien alla scoperta di San Frediano, rimpiangendo per un attimo la cara e vecchia Peroni da 66cl.

Lunatica, creativa, nativa digitale. Tra un caffè e l’altro mi occupo di web e turismo, sempre con una bella colonna sonora di sottofondo.

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