Becca Stadtlander

Becca Stadtlander

Mi rendo conto che, spesso, inizio una frase con “La verità è che“. Con questo, non voglio assolutamente dire che so la verità, anzi, probabilmente non la saprò mai e camperò comunque imperturbata.

Quello che vorrei dire, invece, è che ogni giorno, più o meno, capisco delle cose di me che prima ignoravo. [Tu che leggi e non sei interessato al mio stream of consciousness, dammi retta, abbandona la lettura]

Becca Stadtlander
Becca Stadtlander

Fino a qualche mese fa, avevo una paura fottuta di perdere una persona. Più che perdere, avevo paura che non mi considerasse abbastanza, che potesse trovare una sostituta migliore e che la mia “compagnia” fosse facilmente rimpiazzabile. Qualcosa nel mio cervello è cambiato. Sarà stata la lettura di Kent Haruf o della Ferrante, ma, senza neanche accorgermene, sono diventata più sicura di me e della situazione.

Tutto sembrava QUIETE.

Becca Stadtlander
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Poi una mattina mi sono resa conto che non avevo quel pungolio dentro il petto. Dove era andata a finire quell’angoscia che mi accompagnava sempre da mattina a sera? Perchè non ero più così ossessionata da “Ultimo accesso alle ore..” di Whatsapp? Cosa stava accadendo? Semplicemente, ero e sono più tranquilla. Penso di aver raggiunto un momento di stabilità emotiva. Il che, devo essere sincera, non sapevo nemmeno cosa significasse.

Becca Stadtlander
Becca Stadtlander

Sono felice di essere felice, devo solo abituarmi ad assaporare i momenti di calma, senza andare a cercarmi subito un’altra tormenta.

Abituarsi a stare bene, a momenti. 

 

Tu, disgraziato di un lettore che non mi hai dato ascolto prima, mentre scorri le mie paturnie, stai vedendo i capolavori di Becca Stadtlander. Puoi trovare tutte le sue opere qui:  www.beccastadtlander.com

Lunatica, creativa, nativa digitale. Tra un caffè e l’altro mi occupo di web e turismo, sempre con una bella colonna sonora di sottofondo.

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